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FAQ

Perché l’impianto viene ampliato?
Si tratta di un potenziamento della capacità di rigassificazione dagli attuali 3,5 miliardi di metri cubi all’anno a 8 miliardi. Tutto questo senza l’occupazione di nuove aree in quanto gli interventi sono compresi all’interno del perimetro dell’impianto. L’ammodernamento e adeguamento di Panigaglia, oltre a garantire il raggiungimento di più elevati standard di sicurezza ed efficienza operativa, contribuisce ad aumentare la metanizzazione e la flessibilità dell’approvvigionamento di gas naturale in Italia, in considerazione dell’incremento della domanda di gas nel Paese. L’intervento migliora la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici in Italia.

Quali sono gli interventi?
L’impianto verrà completamente rinnovato con tecnologie avanzate che garantiscono le massime performances ambientali e di sicurezza. Gli attuali serbatoi saranno sostituiti con 2 di nuova generazione interrati per i due terzi del loro volume, lasciando invariato lo spazio esterno occupato. I serbatoi sono di concezione moderna, i cosiddetti full containment, cioè realizzati oltre che con il concetto del doppio contenimento in cemento armato, che per altro già caratterizza i serbatoi attuali, anche con la presenza di tetto esterno, anch’esso in cemento armato precompresso, resistente alle bassissime temperature ed anche agli impatti. La parete esterna del serbatoio a doppio contenimento totale contiene il prodotto nel caso fosse rilasciato dal serbatoio interno e protegge da effetti di eventi esterni.

Il potenziamento dell’impianto comporta l’occupazione di nuove aree?
Il progetto di ammodernamento e adeguamento dell’impianto di Panigaglia non comporta l’occupazione di nuove aree a terra, cioè il perimetro e le dimensioni dell’area rimangono le stesse. Non ci sarà l’industrializzazione di nuove aree di territorio e non ci saranno variazioni dell’inserimento paesaggistico, in quanto i due nuovi serbatoi verranno parzialmente interrati. Verranno utilizzate le infrastrutture e le utilities già esistenti (ad es.: le strade di accesso). Tutti gli interventi saranno compresi all’interno del perimetro esistente.

Impianti di questo tipo sono pericolosi?
Il GNL NON è nocivo, tossico, irritante, o cancerogeno, e pertanto non causa rischi di tossicità ai lavoratori, alla popolazione o a fauna e flora. Il GNL non è stoccato sotto pressione ma si trova contenuto nei serbatoi a pressione atmosferica.
I rari incidenti rilevanti accaduti nella filiera del GNL sono incidenti in impianti di liquefazione, collocati nei paesi produttori, che per tipo di processo e complessità non sono assimilabili agli impianti di rigassificazione. Il processo di rigassificazione è oggetto di attenta valutazione di sicurezza e approvazione da parte del CTR (Comitato Tecnico Regionale), come richiesto dalla legge italiana (D.Lgs. 334/99 e succ. mod. e integr.).
Gli eventuali incidenti che possono originarsi nell’Impianto GNL (individuati e analizzati nel NOF) non hanno effetti di significativo impatto al di fuori dei confini dell’Impianto e sono in linea con il Rapporto di Sicurezza attuale.
Il progetto di ammodernamento non modifica le principali condizioni di processo e modalità di trattamento del GNL rispetto alla situazione attuale. Per i nuovi serbatoi che sostituiscono gli esistenti, gli standard internazionali e nazionali (UNI EN 1473) escludono a priori la possibilità di rilascio di prodotto.
L’impianto non richiede alcun trasporto di merci pericolose su strada o ferrovia; il gas naturale prodotto viene immesso nella Rete Nazionale dei Gasdotti.
L’adozione delle tecnologie più moderne rende l’impianto, anche dopo l’incremento della sua potenzialità, sicuro e compatibile con il territorio circostante. GNL Italia mantiene con successo da anni una certificazione ambientale DNV ai sensi della ISO 14001.

L’ammodernamento di Panigaglia comporterà un maggiore impatto ambientale?
Tutti gli interventi sono compresi all’interno del perimetro dell’attuale impianto e l’attuale skyline non sarà modificato. E’ evitata l’industrializzazione di nuove aree di territorio, perché saranno utilizzate infrastrutture ed utilities esistenti. L’intervento prevede un miglioramento dell’inserimento paesistico dell’impianto attraverso un progetto di riqualificazione paesistica condotto dalla facoltà di architettura dell’università degli studi di Genova e la partecipazione di GNL Italia, in relazione alle attività di approfondimento dei fondali relativi all’area di manovra delle navi metaniere, alla bonifica dei fondali della Baia di Panigaglia. Durante le fasi di cantiere per evitare di aumentare il traffico di mezzi terrestri, il trasporto di materiali avverrà via mare. L’assetto futuro dell’impianto non comporterà incrementi significativi del numero degli arrivi/nave. L’incremento di capacità dell’impianto verrà garantito da navi di maggiori dimensioni (dagli attuali 230 metri a 270 metri). Il Progetto di ammodernamento è coerente con i piani nazionali per sviluppo sostenibile e contenimento delle emissioni (Obiettivi dati agli italiani per il protocollo di Kyoto: -6,5% entro il 2010 dei gas serra prodotti nel 1990).

Verrà modificato il pontile?
Il pontile non sarà modificato e la sua lunghezza rimarrà invariata; verrà altresì aggiunta una nuova briccola di ormeggio distante circa 48 metri dal termine dell’attuale pontile, verso la boa di delimitazione dell’area di restrizione interdetta alla navigazione, che consentirà l’ormeggio di navi di maggior lunghezza.
Saranno inoltre effettuate opere di consolidamento del pontile stesso, necessarie a sopportare i maggiori carichi indotti dalle navi metaniere con capacità fino a 140.000 m.cubi di GNL.

L’ammodernamento comporterà un maggiore traffico di navi?
L’ammodernamento non comporterà un aumento del traffico navi infatti prevedendo nella fase iniziale l’arrivo di navi sia grandi che piccole ( 140.000 ÷ 60.000 m.cubi di GNL ) il traffico di navi metaniere dovrebbe rimanere invariato; a regime, invece con l’arrivo di sole navi grandi da 140.000 metri cubi ( le navi piccole sono destinate a scomparire perché non commercialmente competitive ) il numero degli approdi per anno dovrebbe addirittura ridursi.


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